RAPPORTO DI A.C.S. SULLA LIBERTÀ RELIGIOSA NEL MONDO

Il secolo che si è da poco concluso è stato quello con il maggior numero di cristiani uccisi durante persecuzioni direttamente o indirettamente legate a questioni di fede: lo ha detto Attilio Tamburrini, direttore della sezione italiana dell’ “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (Acs) durante la presentazione a Roma, questa mattina, del rapporto 1999 dal titolo “La libertà religiosa nel mondo”. Acs è un’associazione pubblica di diritto pontificio fondata nel 1947 da p. Werenfried Van Straaten, olandese, che proprio in questi giorni, in occasione del pellegrinaggio giubilare dei membri dell’associazione a Roma, ha festeggiato gli 87 anni di età. Tamburrini ha sottolineato che la ricerca condotta da Andrea Morigi, Vittorio Emanuele Vernole e Chiara Verna mette in luce come ancor oggi la libertà religiosa in molti paesi del mondo, di ogni continente e zona culturale, sia messa in serio pericolo da persecuzioni, intimidazioni, legislazioni restrittive che limitano anche gravemente la libertà di coscienza delle persone. Secondo p. Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia Fides, occorre non solo arrivare a una vera “libertà di fede” ma anche e soprattutto “di espressione della fede sul piano pubblico”, quale vera garanzia di un rispetto sostanziale del diritto a scegliersi e praticare la propria religione che gli stati dovrebbero accordare. Citando casi di vari paesi (Cina, Cuba, India, Congo Brazaville e Repubblica Democratica del Congo, Uganda e altri), p. Cervellera ha rilevato che “la misura della libertà religiosa di un paese dà la misura della libertà civile e sociale che vi è riconosciuta”. L’autore del rapporto, Andrea Morigi, ha poi illustrato alcuni casi specifici affrontati nella ricerca.” “” “