Alla vigilia dell’83° Giro d’Italia, che domani partirà da Roma, chiudendo la prima tappa in San Pietro, Giovanni Paolo II ha ricevuto, questa mattina, 500 fra dirigenti e ciclisti che parteciperanno alla manifestazione sportiva, e numerosi atleti olimpionici, come Alberto Tomba, Iuri Chechi, Andrea Zorzi, Manuela di Centa, Maurizio Soldini. Si potrebbe dire, ha fatto notare il Papa, che “la frazione di domani non è soltanto il ‘prologo’ del Giro d’Italia ma costituisce come una ‘prima tappa’ del Giubileo degli sportivi che, a Dio piacendo, avremo la gioia di celebrare insieme nell’ultima domenica del mese di ottobre allo Stadio Olimpico”.” “Questo “intreccio tra manifestazioni sportive e celebrazioni giubilari – ha spiegato Giovanni Paolo II – contribuisce a mettere bene in luce il rapporto che deve sempre unire l’attività sportiva e i valori spirituali. Anzi deve costituire un’importante opportunità di riflessione e di rinnovamento, affinché lo sport risplenda con quelle caratteristiche di limpidezza, coerenza, onestà e condivisione che ne fanno uno dei veicoli significativi di alti valori di umanità”. L’attività sportiva, “a livello sia amatoriale che agonistico – ha proseguito il Papa – richiede doti umane di fondo, quali il rigore nella preparazione, la costanza nell’allenamento, la consapevolezza dei limiti delle capacità della persona, la lealtà nella competizione, l’accettazione di regole precise, il rispetto dell’avversario, il senso di solidarietà e di altruismo. Senza queste qualità, lo sport si ridurrebbe ad un semplice sforzo e ad una discutibile manifestazione di potenza fisica senz’anima”. E anche la “pur legittima ricerca di mezzi tecnici sempre più efficaci e adeguati alle condizioni della corsa – ha sottolineato il Santo Padre – deve essere sempre posta a servizio della persona dell’atleta e non viceversa, evitando rischi inutili o dannosi per gli sportivi o per gli spettatori”.” “