GIOVANNI PAOLO II: “GINO BARTALI, NOBILE ESEMPIO DI SPORTIVO E DI CREDENTE”

Gino Bartali, “grande figura di sportivo, di cittadino esemplare e di convinto credente. Il suo esempio rimane per tutti un punto di riferimento su come si possa praticare lo sport con una grande carica umana e spirituale, facendone una luminosa espressione dei più alti valori dell’esistenza e della convivenza sociale”. Giovanni Paolo II ha ricordato così il grande ciclista recentemente scomparso. Questa mattina il Papa ha ricevuto i dirigenti e ciclisti dell’83° Giro d’Italia che domani partirà da Roma, con una prima, simbolica tappa di 6 km che dai Fori Imperiali giungerà a Piazza San Pietro. Un pensiero che il Papa ha rivolto “spontaneamente” alla “nobile figura” di un atleta che, con tanti altri che “hanno reso grande lo sport del ciclismo”, è un esempio del fatto che “l’attività sportiva, quando è vissuta ed interpretata in modo corretto, costituisce una singolare espressione delle migliori energie interiori dell’uomo e della sua capacità di superare le difficoltà, di proporsi delle mete da conquistare mediante il sacrificio, la generosità e la costanza nell’affrontare le fatiche della competizione”. Fra i numerosi ciclisti presenti all’incontro con il Papa, fra cui Marco Pantani, Mario Cipollini, Ivan Gotti, Gianni Bugno, Tonkov, Felice Gimondi, Eddie Merckx, Francesco Moser, Adorni, Saronni, c’era anche Fiorenzo Magni, che insieme a Bartali e Coppi, ha fatto la storia del Giro d’Italia. Durante l’incontro Giovanni Paolo II ha acceso la fiamma di una fiaccola che cinquant’anni fa era stata portata al Santuario della Madonna del Ghisallo, in provincia di Como, che Pio XII proclamò Patrona dei ciclisti italiani. “Nell’avventura della strada c’è l’avventura della vita”, ha detto Cesare Romiti, rivolgendosi al Papa.