FEDE E ALDILÀ: VESCOVI DELL’EMILIA ROMAGNA, “NO” ALLO SPIRITISMO E ALLA “CHIESA VIRTUALE”

Considerazioni e proposte sull’accompagnamento delle persone che hanno subito la morte di familiari o amici: ne parla la nota pastorale della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna su “La Chiesa e l’aldilà” presentata oggi a Bologna. Una nota che sembra nascere dalla diffusione, anche nella regione Emilia Romagna di numerosi “comportamenti e movimenti di pensiero che prospettano la possibilità di un contatto con i propri defunti e che trovano accoglienza anche fra i cristiani”. In Italia sembra oggi emergere, osservano i vescovi emiliani, “una forma di evocazione degli spiriti ritenuta più compatibile con la religione, meno polemica con la Chiesa stessa, anzi più alla ricerca di dialogo e di consenso da parte della gerarchia ecclesiastica”. Questo è dovuto anche al fatto che nell’ambito di questi movimenti “aderiscono e vi operano, oltre laici e laiche di chiara estrazione cristiana, religiosi e sacerdoti, tra i quali alcuni notissimi per l’attività che svolgono all’interno della comunità cristiana. In alcuni di questi incontri è stata celebrata anche la Messa”. Ma tutto ciò, sottolineano, “non basta a garantire la legittimità di queste iniziative” e i sacerdoti che vi partecipano sono “sempre tenuti a chiedere al vescovo l’autorizzazione, che non si vede del resto come sia possibile concedere”. I vescovi dell’Emilia Romagna affrontano anche il fenomeno del ricorso, da parte di questi movimenti, a “sofisticati mezzi tecnologici (registratore, computer, telefono, radio, televisione…) e a metodi particolari di contatto con i defunti come scrittura automatica, messaggi in codice, segnali vari”. Metodi che, secondo la nota pastorale, danno “solo l’illusione di comunicare. In realtà si comunica con se stessi, o meglio, con l’immagine del figlio o del defunto che è nel proprio inconscio”. Pur comprendendo e rispettando “il dolore di chi si accosta a questi metodi”, sottolineano, “il cristiano deve trovare in Cristo il fondamento della sua speranza, la certezza della sua consolazione”. (segue)” “” “