“Ciò che rende deviante il femminismo, dopo la conferenza di Pechino, è il fatto che non tenga conto dell’unità della persona: corpo e spirito, considerando solamente la dimensione che agisce. Così la sessualità diventa un elemento distaccato dalla sua finalità e dalla sua capacità di entrare in relazione per donare la vita”. Lo ha detto Lucienne Sallé del Pontificio Consiglio dei Laici intervenendo al Congresso internazionale su “Un nuovo femminismo per un nuovo millennio”, organizzato dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.” “Al contrario: “La maternità fisica e spirituale dovrebbe essere la prima” “espressione del nuovo femminismo; una maternità che assume molteplici forme e i cui effetti possono raggiungere l’universale ed il particolare”, ha proseguito Sallé. “Questo nuovo femminismo – ha spiegato – fornisce diverse risposte alle più grandi sfide del nostro tempo: come la povertà o come creare ricchezza. Il cuore della donna è in grado di creare ricchezza. É ciò che rende, per esempio, una sola religiosa del Burkina Faso capace di gestire un ambulatorio: ogni mattina si forma una fila di malati davanti al suo ambulatorio, il più delle volte le mancano i medicinali necessari, tuttavia tutti coloro che vengono a trovarla se ne vanno via felici. Dal niente questa sorella crea un’immensa ricchezza. Allo stesso modo in tutto il mondo ci sono donne che trovano il modo di sfamare la famiglia in condizioni di grande povertà. Sappiamo ormai che alcune banche concedono prestiti alle donne perché sanno che il denaro così riposto frutterà moltissimo. Come non citare poi la ricchezza della famiglia in seno alla quale l’uomo e la donna donano reciprocamente la loro vita ed il loro amore?”. ” “