GIUBILEO DEI MIGRANTI E ITINERANTI, 1-3 GIUGNO 2000 (2)

“La dimensione sociale del Giubileo emerge con particolare evidenza in rapporto alla migrazione. E, come ha auspicato il Papa, sarebbe sicuramente significativo ‘un gesto per il quale la riconciliazione, dimensione propria del Giubileo, trovasse espressione in una forma di sanatoria per una larga fascia di quegli immigrati che, più degli altri, soffrono il dramma della precarietà e dell’incertezza, cioè degli illegali'”. Mons. Stephen Fumio Hamao, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha richiamato l’attenzione su uno dei numerosi problemi che riguardano quella vasta fascia di persone che per diversi motivi vive fuori dal proprio Paese. “I due termini migranti ed itineranti – ha ricordato mons. Francesco Gioia, segretario del Pontificio Consiglio, illustrando i compiti di questo dicastero – indicano le due principali ramificazioni della mobilità umana”. Nella prima categoria sono racchiusi i migranti, i rifugiati e gli studenti esteri, mentre sono considerati itineranti i marittimi, gli aeronaviganti, i nomadi, i pellegrini, i turisti, i fieranti e i circensi. “I migranti nel mondo – ha fatto notare mons. Gioia – sono 119 milioni, di cui il 44% nei Paesi industrializzati e il 56% in quelli in via di sviluppo; il totale mondiale dei rifugiati e di coloro che sono sotto mandato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati è di oltre 22 milioni, di cui la maggioranza costituita da donne e bambini che vivono nei Paesi confinanti con il loro. Se includiamo i profughi all’interno del proprio Paese, la cifra facilmente raddoppia. Quasi una persona su 120 al mondo è un rifugiato o uno sradicato”. Per questo particolare Giubileo, che vivrà il suo momento centrale venerdì 2 giugno con la Santa Messa presieduta dal Papa, giungeranno a Roma 40.000 persone.