GIUBILEO DEI MIGRANTI E ITINERANTI, 1-3 GIUGNO 2000

“Spero che il Giubileo costituisca un tempo opportuno per superare razzismo e nazionalismo esasperato”. Si è detto preoccupato per ogni forma di xenofobia e per la pulizia etnica che ancora insanguina alcune regioni del mondo, il vescovo Stephen Fumio Hamao, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, presentando questa mattina il Giubileo dei migranti e itineranti (1-3 giugno).” “”Fa parte della conversione – ha aggiunto mons. Michael Blume, sottosegretario del medesimo dicastero, illustrando i contenuti di un sussidio realizzato per questo appuntamento – che è dimensione fondamentale del Giubileo, anche la conversione intellettuale, ossia la necessità di avere una giusta informazione. Se si riflette sul numero dei rifugiati nel mondo (22 milioni), la realtà dell’Europa (366.000) non è neppure paragonabile a quella dell’Asia e dell’Africa, dove si parla di 14 milioni di rifugiati. Si tratta di persone rifugiate in Paesi che sono i più poveri del mondo e i meno preparati, a livello di infrastrutture, ad accogliere questa grande massa di profughi. In questi Paesi, il problema dell’accoglienza in tanti casi è costata anche la vita”. L’emigrazione, ha osservato mons. Francesco Gioia, segretario del Pontificio Consiglio, “non è che un fenomeno di una realtà umana essenzialmente mobile”. Oggi, ha proseguito, “le nazioni stanno diventando sempre più solo delle costruzioni storiche e culturali che hanno fatto il loro tempo, almeno intese nella accezione nazionalistica finora in uso. Spostarsi sul pianeta oggi è sempre meno ‘violare le frontiere’, cioè commettere un’azione penalmente perseguibile. Ed è in questa situazione di ‘nomadismo globale’ che la Chiesa deve trovare nuove vie per l’evangelizzazione”. (segue)” “