“Cooperare per garantire che l’intero bacino dell’Adriatico e dello Jonio possa diventare un’area di pace, stabilità e crescente prosperità, sulla base di relazione di buon vicinato e al riparo dalle attività illegali che stanno provocando alla società della regione sofferenze umane, danni sociali ed economici e minacce alla sicurezza”. E’ l’obiettivo espresso nella dichiarazione di Ancona, atto formale a chiusura del vertice sui Balcani, che si è concluso oggi nel capoluogo marchigiano, tra i ministri degli esteri dei Paesi che si affacciano sui due mari, alti rappresentanti dell’Unione europea e delegazioni di organizzazioni internazionali. “Il mare non può e non deve essere un ostacolo al ravvicinamento di popolazioni insediate su sponde opposte – ha affermato il ministro degli esteri Lamberto Dini – noi vogliamo rilanciare concrete prospettive di crescita economica e sociale e di progresso civile”. Con questo scopo i governanti dell’Europa decidono di istituire il ‘Consiglio adriatico e jonico’, che si riunirà a turno a livello ministeriale, e che costituirà un fondamentale strumento di dialogo e cooperazione.