ASSEMBLEA CEI: CARD. RUINI, IL CRISTIANESIMO NON È “UN RESIDUO DEL PASSATO”

In Italia e in Europa, “è diffuso il sospetto che il cristianesimo sia un residuo del passato e un ostacolo al progresso civile e alla crescita della libertà”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi, a Collevalenza, i lavori della XLVII Assemblea generale dei vescovi italiani, Tocca ai cattolici, ha proseguito il cardinale, “Dissipare questo equivoco, mostrando con le parole e ancor più con i fatti che la fede cristiana e lo stile di vita che essa comporta sono sì una forza di conservazione, ma in quanto mantengono vive, nella coscienza delle persone e della collettività, quella centralità etica della persona umana e quella fondamentale fraternità fra gli uomini che sono il principio identificante della cultura e della società europee”. Quella disegnata da Ruini è un’Italia con “nuove e grandi possibilità di sviluppo, culturale ed economico”, ma anche “impacciata da freni e debolezze di fondo che ne comprimono il dinamismo e minacciano di portarla a situazioni insostenibili”: un esempio per tutti, la crisi demografica. Nonostante ciò – ha osservato il cardinale riferendosi agli Orientamenti pastorali per il prossimo decennio, al centro dei lavori dell’assemblea – “non sembrano minori gli spazi per la proposta cristiana, nonostante il diffondersi di comportamenti privi di sostanza etica”. “Gusto dell’immediatezza” e “bisogno di autenticità” sono per Ruini i tratti culturalmente dominanti, che non rendono “affatto obsolete alcune forme basilari dell’esperienza cristiana”, come la testimonianza, la fraternità, la preghiera, a patto però che esse non vengano limitate “a spazi ecclesiali esterni al mondo”, ma incarnate “negli ambiti decisivi per l’esistenza: gli affetti e la famiglia, la vita, la malattia e la morte, il lavoro e i rapporti sociali, l’educazione, l’arte e la ricerca”. ” “” “