COOPERAZIONE: UN NUOVO FORUM PER LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE

Che fare di fronte a situazioni complesse come quella dei Balcani o del Corno d’Africa? Come soccorrere i milioni di i profughi che ogni anno sono costretti a lasciare le proprie case? Sono questi alcuni degli interrogativi ai quali cercano di rispondere cinque organizzazioni non governative italiane (Cisp, Coopi, Cosv, Intersos e Movimondo-Molivs) che hanno deciso di promuovere il “Forum Solint” (Solidarietà e cooperazione internazionale). Un’idea, ha spiegato Paolo Dieci, responsabile dei programmi internazionali del Cisp, nata dalla necessità di “creare un ambito comune di elaborazione, dialogo e programmazione per quanto concerne le politiche di cooperazione”. La prima occasione di confronto è stata questa mattina a Roma con un convegno sul “Ruolo delle Organizzazioni non governative di solidarietà e cooperazione nella gestione delle crisi internazionali: verso una nuova partnership fra governo e società civile”. All’origine dell’incontro di oggi, ha rilevato ancora il responsabile del Cisp, c’è la consapevolezza che occorre rilanciare questo tema in due modi: “Il primo è il rafforzamento della partnership fra le istituzioni e la società civile per far fronte a queste crisi complesse”. In altre parole, ha precisato ancora Dieci, “c’è il rischio che gli interventi che si propongono in queste aree siano frammentari e soprattutto risentano di una mancanza di coordinamento fra le istanze politiche, diplomatiche, umanitarie e della cooperazione in senso stretto”. La seconda direzione nella quale Forum Solint vuole dare un contributo, ha proseguito Dieci, è quella di “un più attivo coinvolgimento della società civile italiana che in questi ultimi anni è rimasta forse disorientata di fronte all’esplodere di crisi come quella del Kosovo”. Riferendosi alla missione diplomatica del governo italiano per la pace in Etiopia ed Eritrea, Dieci ha ribadito l’importanza di collegare le diverse iniziative. Nel caso specifico, ha osservato, l’azione diplomatica italiana “può essere rafforzata da un impegno coerente delle organizzazioni non governative in questi Paesi”.