Si moltiplicano le campagne di solidarietà con le popolazioni di Etiopia ed Eritrea vittime del conflitto e della carestia: sono circa un milione i profughi e gli sfollati, e oltre 30.000 i morti negli ultimi scontri. La Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) ha deciso di aprire una sottoscrizione per inviare generi di prima necessità e assistenza umanitaria in Eritrea: “Come italiani abbiamo un legame storico particolare con quel Paese – spiegano -, quindi delle responsabilità che ci vengono dal passato”.” “Il Cipsi (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale che riunisce 32 associazioni) ha creato in questi giorni un Fondo di solidarietà per interventi di prima necessità a favore delle popolazioni del Corno d’Africa. Sono già partite delle missioni in loco in Etiopia e i Sudan, per verificare la situazione dei profughi e avviare i progetti. Si privilegierà la distribuzione di generi alimentari e l’ospitalità ai feriti e ai profughi. Finora il Fondo di solidarietà ha inviato 30 milioni, grazie ad una sottoscrizione di una delle ong aderenti al Cipsi, il Gruppo Missioni Asmara. Referenti in Eritrea sono i missionari del Pavoni social centre. Per aderire alla Campagna possono essere inviati prodotti alimentari a lunga conservazione (biscotti, gallette, pane tostato, legumi già cotti e inscatolati, latte in polvere, zucchero) che saranno inviati tramite i voli umanitari da Pisa (per informazioni: tel. 0429/800830) o denaro sul c/c postale n.11133204 intestato al Cipsi, via Rembrandt 20147 Milano, causale “Fondo solidarietà Corno d’Africa”. Anche le organizzazioni non governative Cric, Mani Tese, Cocis e A.So.C., da sempre attive in Eritrea, stanno allestendo campi profughi nella località di Afabet, dove si prevede l’arrivo di almeno 100.000 persone. Per un contributo: c/c 505090 di Banca etica Padova – Profughi in Eritrea.” “” “” “” “