GIUBILEO DEGLI SCIENZIATI: SCIENZA E FEDE IN DIALOGO PER IL BENE DELL’UMANITÀ

“Ogni approccio scientifico ha bisogno di un supporto etico e d’una saggia apertura ad una cultura rispettosa delle esigenze della persona”. Giovanni Paolo II, incontrando questa mattina oltre 2.500 scienziati di tutto il mondo, riuniti nella Basilica di San Pietro per celebrare il Giubileo, ha riproposto alcuni dei temi centrali dell’enciclica “Fides et Ratio”. Rivolgendosi a uomini e donne che si trovano nelle “trincee della ricerca e del progresso”, portatori di una “grande responsabilità”, che è quella di “operare al servizio del bene delle singole persone e dell’intera umanità”, il Papa ha rilevato come “il ricco panorama della cultura contemporanea” apra “inedite e promettenti prospettive nel dialogo fra scienza e fede, come tra filosofia e teologia”. “Partecipate – ha detto il Santo Padre rivolto agli scienziati – con ogni energia all’elaborazione d’una cultura e d’un progetto scientifico che lascino sempre trasparire la presenza e l’intervento di Dio” e “siate costruttori di speranza per l’intera umanità”. “Saldamente ancorati ai principi e ai valori fondamentali del vostro itinerario di uomini di scienza e di fede – ha proseguito – potete tessere un proficuo e costruttivo dialogo anche con chi è lontano da Cristo e dalla sua Chiesa”. Nei secoli passati, ha ricordato il Santo Padre, la scienza, era talvolta considerata come “l’unico criterio della verità”, e “una riflessione basata esclusivamente sugli elementi scientifici aveva tentato di abituarci ad una cultura del sospetto e del dubbio”. Allora la scienza spesso riteneva che “Dio fosse una semplice costruzione dello spirito che non avrebbe resistito alla conoscenza scientifica”. Oggi, ha proseguito il Papa, “la ricerca scientifica è basata, anch’essa, sulle capacità dello spirito umano di scoprire ciò che è universale. Questa apertura alla conoscenza ha introdotto il senso ultimo e fondamentale della persona umana nel mondo”. Da parte sua, ha fatto osservare il Papa, “la fede non teme la ragione”.