“Sono profondamente rattristato di fronte al persistere delle ostilità che portano morte e distruzione alla popolazione e al territorio della vostra regione. Invitandovi a riprendere il dialogo e il negoziato per mettere fine all’assurdo conflitto prego ferventemente che Dio onnipotente conceda alle parti coinvolte la forza e il coraggio di abbracciare una pace giusta e durevole, basata sulla riconciliazione e la verità”. E’ questo il testo dei due telegrammi, con identico contenuto, che il Santo Padre ha inviato questa mattina al presidente dello Stato di Eritrea, Issaias Aferwerki, e al presidente della Repubblica Federale di Etiopia, Negaso Gidada. Un messaggio fatto pervenire ai presidenti nel “giorno dell’indipendenza” dei due Paesi, con il quale Giovanni Paolo II invita con forza a porre fine alle ostilità, che da due anni insanguinano questa zona del Corno d’Africa. Il telegramma segue l’appello per la pace che il Papa aveva lanciato la scorsa settimana di fronte all’aggravarsi del conflitto e il messaggio di solidarietà inviato ieri alla Conferenza episcopale che riunisce i vescovi di Etiopia ed Eritrea. A causa della guerra e della necessità di restare accanto alla popolazione molti dei vescovi locali non potranno giungere domani a Roma per la celebrazione del Giubileo della Chiesa cattolica di rito alessandrino-etiopico.