LAVORO: DON SIGALINI, “AIUTARE I GIOVANI AD USCIRE DALLA INVISIBILITÀ”

“Attivare un’attenzione particolare della Chiesa ai giovani lavoratori che, tendenzialmente, sono invisibili”. Con questo obiettivo il Servizio Cei per la pastorale giovanile e l’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro hanno promosso un seminario a Loreto dal 27 al 29 maggio scorsi. “I giovani sono protagonisti nel mondo del lavoro, hanno cioè la possibilità di prendere in mano la propria vita, oppure sono sempre legati a qualcosa che non permette loro di esprimersi e progettare?”. E’ questo, spiega mons. Domenico Sigalini, responsabile del Servizio per la pastorale giovanile della Cei, l’interrogativo a cui il seminario di Loreto ha cercato di rispondere. “I giovani – aggiunge il responsabile Cei – hanno bisogno di diventare i ‘playmakers’ di ogni fetta della loro esistenza, quindi anche del luogo di lavoro”. Ma cosa può fare la Chiesa per le nuove generazioni? “L’evangelizzazione – risponde Sigalini – è dalla parte del protagonismo e chiede che le persone non siano dei cloni o gente che viene strumentalizzata o utilizzata, ma gente viva”. Occorre cioè educare i giovani in modo che “sappiano rischiare e non si limitino ad adattarsi alla piccola vita che viene loro proposta”, puntando innanzitutto sulla qualificazione. Sempre a proposito di impegno della Chiesa, Sigalini evidenzia la priorità nel sostegno “a trovare lavoro laddove non c’è, con il criterio della qualificazione e del lavoro in rete”. Riguardo all’esperienza di fede, la comunità ecclesiale deve saper “creare spazi progettuali con i giovani lavoratori, aiutandoli a recuperare valori che avevano perso, a partire dall’amicizia e dalla partecipazione, alla solidarietà”.