“Chiesa e martirio” è il titolo dell’editoriale del numero di maggio di “Popoli”, il mensile dei Gesuiti, a firma di p. Bartolomeo Sorge. Il 7 maggio la Chiesa commemorerà i “testimoni della fede del XX secolo”, e “Popoli” propone un dossier sul senso del martirio oggi, insieme ad un viaggio ideale sui luoghi della Chiesa sofferente. “Ai nostri giorni – scrive nel suo editoriale p. Sorge – i nuovi testimoni del Vangelo vengono uccisi non perché credono (in odium fidei), ma perché amano (in odium amoris). E’ stato così con Massimiliano Kolbe, sacrificatosi al posto di un padre di famiglia in un lager nazista; – prosegue il gesuita – con il vescovo Oscar Romero, assassinato sull’altare dagli ‘squadroni della morte’, perché amava i campesinos; con don Pino Puglisi, eliminato al quartiere Brancaccio di Palermo, perché con amore coraggioso sottraeva i ragazzi alla schiavitù della mafia”. P. Sorge si occupa anche della “Giornata del perdono” celebrata solennemente in S. Pietro il 12 marzo scorso. “Non tutti hanno capito – scrive – che la Chiesa, chiedendo perdono delle colpe dei suoi figli, rende profeticamente più visibile e più comprensibile agli uomini del terzo millennio l’esperienza fondamentale del cristiano che è quella della propria debolezza e insieme della misericordia di Dio”. Con la “Giornata del perdono”, la Chiesa – prosegue p. Sorge – “si presenta al mondo non più solo come ‘Madre dei martiri’, ma essa stessa come ‘Madre martire’, assume cioè su di sé il ‘martirio’ nella duplice accezione di testimonianza storica e di testimonianza profetica”. “” “”