PRIVACY: RODOTÀ, “UOMINI DI VETRO IN UNA SOCIETÀ TRASPARENTE?” (2)

“Il timore di un uso improprio dei dati – ha osservato il presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali – è maggiore nei confronti delle aziende che della pubblica amministrazione”. E’ inoltre più accentuato negli uomini (49,1% contro il 45% delle donne) e nelle persone meno istruite, mentre lo è meno tra i giovani. “Famiglia, minori, fisco e sanità – ha precisato il garante – sono indicati come i temi meritevoli di attenzione”. Rodotà ha chiesto una “più analitica conoscenza delle norme nella loro concretezza”, magari attraverso delle campagne informative televisive, visto che il 57% degli intervistati ha indicato la televisione come la più appropriata fonte di informazione. Lo scorso anno l’ufficio del garante ha ricevuto oltre 27.000 richieste, di cui 12.000 di chiarimento relative a notificazioni. I ricorsi pervenuti sono stati 150 nel 1999 e 199 fino al 13 aprile del 2000, tutti decisi nell’arco di trenta giorni. Rodotà ha concluso ricordando che l’elaborazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – che include un articolo dedicato al “diritto all’autodeterminazione informativa” – renderebbe l’Ue “la regione del mondo dove sarebbe più elevata la tutela dei diritti dei cittadini per quanto riguarda il trattamento dei dati personali”. Tale modello, per Rodotà, andrebbe diffuso in tutto il mondo poiché “il valore economico dei trasferimenti di dati personali dall’Europa agli Stati Uniti è grandissimo e la loro importanza è strategica in una fase in cui cresce il commercio elettronico e ogni giorno si muovono enormi quantità di dati legati all’uso delle carte di credito”.