Le “tendenze legislative” in Italia “di fatto non incoraggiano la formazione di nuclei familiari stabili fondati sul matrimonio”. E’ quanto scrivono i vescovi, nel comunicato finale – diffuso oggi – della loro XLVII Assemblea generale, svoltasi a Collevalenza dal 22 al 26 maggio. Partendo dalla “lettura delle sollecitazioni culturali che, soprattutto a livello europeo, spingono verso una visione individualistica dei rapporti familiari”, i vescovi fanno notare che un’altra “minaccia, non meno insidiosa” alla famiglia “viene dai mas media, che diffondono ampiamente modelli di vita negativi”. Di qui la necessità che la comunità ecclesiale solleciti le istituzioni pubbliche “perché promuovano i diritti della famiglia”, rafforzando al tempo stesso la pastorale familiare, “che sempre più necessita della partecipazione delle stesse coppie cristiane”. Riguardo alla scuola, i vescovi hanno ribadito la necessità del “passaggio da una scuola prevalentemente statale e centralista ad una scuola della società civile”. “La necessità di una maggiore attenzione della comunità cristiana alle riforme scolastiche; la difesa e la promozione delle scuole cattoliche; l’esigenza che si arrivi in tempi brevi a una definizione dello stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica”: queste, si legge nel comunicato, le principali richieste fatte dall’Assemblea in ambito scolastico, in uno “stile di dialogo aperto con tutte le forze politiche”, alle quali si richiede anche il rilancio della formazione professionale. Riguardo, infine, al lavoro, i vescovi hanno osservato che “se da un lato le nuove frontiere della globalizzazione economica aprono prospettive inedite, creando nuove opportunità legate alla diffusione delle moderne tecnologie, dall’altro permangono nel paese preoccupanti segnali di ritardo, soprattutto nel Mezzogiorno”.