IL DOCUMENTO “ETICA NELLE COMUNICAZIONI SOCIALI”(3)

“In una cultura di comunicazione, alla quale partecipiamo non solamente come comunicatori di professione, abbiamo bisogno di una cornice etica entro cui vivere e lavorare”. Mons. John Foley, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ha spiegato così questa mattina, durante una conferenza stampa, gli obiettivi del documento “Etica nelle comunicazioni sociali”. Un documento, ha detto il vescovo, che nasce, dopo la pubblicazione nel ’97 di “Etica nella pubblicità”, dalla richiesta giunta da diverse parti al dicastero vaticano di “allargare la riflessione all’intero campo delle comunicazioni” e che “non vuole essere l’ultima parola sul tema dell’etica nelle comunicazioni sociali” ma “deve piuttosto intendersi come un invito ed uno stimolo alla riflessione personale e di gruppo”. “Pensiamo di essere d’accordo con molti – ha osservato mons. Pierfranco Pastore, segretario del medesimo Pontificio Consiglio – se affermiamo che le possibilità manipolatorie, insite nella potenza e sofisticazione degli strumenti, assieme ad un uso spregiudicato e sostanzialmente ‘immorale’ dei mezzi di comunicazione, rendono realmente possibile il processo di condizionamento, se non addirittura di distruzione della libertà individuale e della democrazia in generale”. L’etica, ha aggiunto mons. Pastore, “è il cuore dell’informazione ed ogni informazione senza etica può essere immorale”.” “Comunque, ha rilevato mons. Foley, nel mondo dei mass media oggi si rilevano nuove tendenze: “Se è un fatto che le cattive notizie fanno notizia, è anche evidente che si comincia a dare rilievo a notizie buone e positive per offrire modelli e incoraggiamento alla gente”. “Il bene, è noto, non fa notizia – ha aggiunto Angelo Scelzo sottosegretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali – ma durante questo Giubileo c’è un’attenzione più costante a ciò che avviene in questo Anno Santo, anche per i fatti che esprime”. Per il Giubileo dei Giornalisti, ha reso noto mons. Foley, giungeranno a Roma, da ogni continente, 7000 persone. ” “” “” “