“Il calcio, come ogni sport, divenga sempre più espressione del primato dell’essere sull’avere, liberandosi da tutto ciò che gli impedisce di essere proposta positiva di solidarietà e di fraternità, di mutuo rispetto e di leale confronto tra gli uomini e le donne del nostro mondo”. E’ l’auspicio che Giovanni Paolo II ha rivolto questa mattina ai dirigenti dell’Unione delle Federazioni Europee di calcio (Uefa), convenuti a Roma per celebrare il Giubileo. Promotori ed organizzatori di questo sport di massa, sia a livello professionale che amatoriale, ha osservato il Papa, hanno la responsabilità di “non perdere di vista le potenzialità educative che il calcio, come altre discipline sportive, può sviluppare”, e di cercare di fare in modo che esso “non perda le sue genuine caratteristiche di disciplina sportiva, e non sia sommerso da altri interessi, soprattutto da quelli economici”. Gli sportivi, ha detto ancora il Santo Padre, “soprattutto i più famosi, non devono mai dimenticare che diventano dei modelli per il mondo giovanile”. E’ perciò importante che, “a parte il tipico talento sportivo, essi sviluppino con attenzione anche le qualità umane e spirituali che fanno di loro un esempio veramente positivo per l’opinione pubblica”. “All’incontro erano presenti 51 Paesi aderenti alla Uefa. “”La presenza delle Federazioni dell’Est – ha messo in evidenza il Papa -, che dopo la caduta del Muri di Berlino hanno aderito alla vostra Unione, testimonia ancor più la volontà di pace e di fratellanza che anima le vostre federazioni, come pure l’impegno ad allargare gli orizzonti, a superare ogni barriera e a creare una sistematica comunicazione fra i diversi popoli, al fine di offrire un fattivo contributo alla costruzione dell’unità europea””.” “” “”