Molti i quesiti rilevanti per la tornata referendaria del 21 maggio, sulla magistratura, sui sindacati, sul licenziamento e la reintegrazione, sul finanziamento ai partiti. Ma quello più “caldo” è sul sistema elettorale.” “Nella storia della Repubblica l’istituto del referendum ha giocato un ruolo molto importante. Introdotto solo nel 1970, per la speculare diffidenza dei partiti di governo e di opposizione, fino al 1987 i pur numerosi quesiti proposti non passano. Invece, nel periodo più vivace del cambiamento, fino al 1993, i referendum rompono tutti gli argini, con approvazioni plebiscitarie. Dopodiché la tendenza si inverte. I referendum degli anni scorsi non passano: nel 1995 per un voto esplicito, successivamente per mancanza di quorum, complice anche la tendenza generale verso l’aumento dell’astensione e, come abbiamo appreso, la presenza di arzilli defunti ed altri irreperibili nelle liste elettorali.” “Anche ai referendum forse si può applicare la chiave di lettura proposta per le elezioni politiche ed amministrative di questi anni di mutamenti, ma anche di ritorni, di continua riarticolazione di percorsi. Gli elettori decidono di votare realizzando empiricamente una sintesi tra due spinte: quella al cambiamento e quella alla rassicurazione. Lo hanno capito molto bene, fin dagli anni ottanta, i pubblicitari: la comunicazione politica, e gli uomini politici, salvo lasciarsi travolgere volta a volta dal carattere o dagli interessi immediati, si adeguano. Evidentemente ci sono momenti in cui fa premio l’innovazione e altri momenti in cui c’è maggior necessità di rassicurare. Chi azzecca la proposta giusta, il giusto mix, anche in termini di comunicazione, ha buone probabilità di spuntarla, in un mercato elettorale sempre più volatile e sempre più mediatico.” “Il referendum è uno strumento fondamentale per la democrazia, e come tale è anche uno strumento delicato. E’, come insegnavano i costituenti, un “potere” a disposizione dei cittadini, sia pure nella forma abrogativa del “contropotere”. Sta alla loro responsabilità utilizzarlo positivamente per lo sviluppo della democrazia, decretando cioè i molteplici interessi, le molteplici strategie, spesso a corto respiro, di tanti attori e figuranti ed esprimendo un voto meditato.” “La transizione italiana ha bisogno di un approdo serio e responsabile. I risultati del referendum, con le tre forme di esito possibile, daranno una importante indicazione su questioni che comunque non si possono più eludere, a partire proprio dalla legge elettorale.” “