FECONDAZIONE ARTIFICIALE: SETTE ITALIANI SU DIECI CHIEDONO UNA BUONA LEGGE

Sette italiani su dieci chiedono ai senatori che venga definitivamente approvato l’articolo 1 del disegno di legge sulla procreazione medicalmente assistita che, dopo essere stato approvato dalla Camera, dovrà tornare all’esame del Senato il prossimo 30 maggio e che “assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, in particolare del concepito”. E’ quanto emerge da un’indagine commissionata nei giorni scorsi da “Sì alla vita”, mensile del Movimento per la vita, all’Istituto Cirm ed effettuata su un campione di 800 italiani. Si tratta di un’ampia maggioranza con una significativa tendenza alla crescita, dal momento che in una precedente rilevazione (settembre 1999), la percentuale di cittadini favorevoli allo stesso articolo era stata del 58%. Orientamento confermato anche dalle risposte fornite in merito all’aborto al quale il 62,5% degli intervistati è contrario (tra coloro che si sono dichiarati cattolici la percentuale sale al 77%) perché “uccide un essere umano”. Il 46% ritiene che la legge 194 sull’interruzione di gravidanza vada “bene così com’è”, tra chi la vorrebbe cambiare il 44,5% limiterebbe la possibilità di abortire “solo ai casi gravi” e il 20,5% stabilirebbe “l’obbligo per lo Stato ad aiutare la donna a non abortire, il 19,5% vorrebbe proibire del tutto l’interruzione di gravidanza. Educare al riconoscimento del concepito come essere umano può, secondo l’80% degli intervistati, prevenire, o almeno ridurre, il ricorso all’aborto. In questo senso operano i Centri di aiuto alla vita, la cui attività è conosciuta ed apprezzata dal 25% degli italiani; il 4,5% li conosce , “ma non ne condivide l’azione”, infine il 61% ne ignora l’esistenza e il 9% non ha opinioni al riguardo.