“Mi sentirò vecchia solo quando non troverò più in me la voglia di imparare….”. “L’importante per noi ragazzi è armarci di pazienza…” Due frasi sull’ultimo numero di “La Nostra Domenica”, settimanale cattolico di Bergamo, sintetizzano i risultati di una sperimentazione, che, coordinata dalla facoltà di scienze politiche dell’Università di Milano, ha coinvolto giovani, anziani ed Internet. In cattedra, studenti delle ultime classi di cinque istituti superiori bergamaschi, nei banchi un centinaio di “over 60″.” “In un questionario pre-corso i giovani avevano classificato gli anziani come “persone noiose, antiquate e lente” mentre gli anziani avevano definito i giovani “maleducati e superficiali”. ” “A fine corso, durato cinque lezioni, da un ulteriore questionario è emerso che i giovani consideravano i nonni “attenti e disponibili”, mentre gli anziani definivano i giovani “pazienti e professionali”.” “Uno studente del liceo scientifico Lussana di Bergamo ha così commentato: “Noi giovani abbiamo la funzione di aprire ai nonni le porte del futuro”. A sua volta una studentessa del liceo Sarpi ha aggiunto “Ho capito la difficoltà di far capire dei concetti a chi non sa proprio nulla di un certo argomento”. “sono stati insegnanti davvero speciali”, è stato il commento degli anziani.” “La sperimentazione, curata dal Laboratorio Incontri Generazionali della facoltà milanese, è stata avviata in altre nove scuole d’Italia. ” “