“In questo mondo segnato da un individualismo esasperato accade spesso che la fede venga vissuta come dimensione intima e privata; il dialogo con Dio, anche il più profondo e sentito, rimane chiuso nel cuore di ciascuno, un’esperienza da non socializzare, come se ognuno volesse salvarsi da solo”. Lo scrive il vescovo di Pozzuoli, mons. Silvio Padoin, in una lettera pastorale inviata alla comunità diocesana in occasione della Pentecoste che si celebra domani. “Nessuno – osserva mons. Padoin – può essere ‘uomo’ se non in relazione agli altri; non c’è individuo che possa crescere e costruire il suo ‘Io’ senza un ‘Tu’. Persino Dio è uno ma non è solo!”. “Chi entra nelle nostre comunità – scrive ancora il vescovo – deve respirare un’aria diversa; al di là del servizio e dell’efficienza deve poter toccare con mano che è possibile, per chi vive in Cristo, essere famiglia anche in un mondo dove prevale l’egoismo, l’interesse economico, il potere, il protagonismo ad ogni costo. Vivere rapporti fraterni, basati sulla fiducia, sul dialogo, sulla mutua e continua carità, non è utopia per chi si lascia docilmente permeare dallo Spirito. Chi viene nelle nostre comunità deve sentirsi partecipe della storia della salvezza e ritrovare nell’unità, nella comunione, nell’amore, il volto di Dio”.