Con 396 voti a favore, 12 contrari e 21 astenuti, la Camera ha oggi approvato il provvedimento che dà il via libera all’abolizione della leva e alla creazione di un esercito volontario aperto alle donne. “Questo primo si della Camera all’abolizione della leva arriva, innanzitutto, senza il minimo dibattito nel Paese e mette a repentaglio l’esistenza del servizio civile”. A bocciare il provvedimento parlamentare è don Antonio Cecconi, vice direttore della Caritas italiana che, in una dichiarazione al Sir, ricorda che “nelle precedenti legislature si era messo mano ad una riforma contestuale del servizio civile e militare, affidando alla Camera la riforma della leva militare e al Senato quella del servizio civile. Ma al Senato – ribadisce – è ancora tutto fermo”. Secondo don Cecconi con questo provvedimento “lo Stato non ha dato, a quei giovani che hanno fatto o stanno facendo il servizio civile, un segnale di uguale interessamento. Una parte dei giovani oggi sono stati traditi e non rispettati nella loro volontà di servire, senza armi, il Paese”. “Noi non vogliamo obbligare i giovani a fare il servizio militare perché abbiamo bisogno degli obiettori – spiega il vice direttore della Caritas -. Anzi mi sento di dire, che non solo il servizio civile, ma anche quello militare, in certe condizioni, ha insegnato ai giovani valori di solidarietà. Ma chiediamo che il servizio civile abbia opportunità pari a quello militare”. “La Caritas vuole che lo Stato faccia ai giovani proposte di responsabilizzazione all’esercizio del bene comune attraverso tirocini di pace interna e internazionale”. Dire poi che “l’esercito si apre alla donne” per don Cecconi equivale alla “sconfitta del pacifismo piuttosto che alla vittoria del femminismo”. “Vogliamo – ha concluso – che alle donne siano date le stesse possibilità di accedere al servizio civile volontario. Questo lo Stato potrebbe farlo”.” “” “” “” “