RWANDA: LA CHIESA IN PREGHIERA PER MONS. MISAGO

Alla vigilia del verdetto contro mons. Augustin Misago, il vescovo di Gikongoro detenuto ingiustamente a Kigali per complicità nel genocidio rwandese del 1994, un movimento di preghiera e solidarietà si è levato in diverse parti del mondo. Il verdetto sarà emesso domani mattina, ed in caso di condanna il vescovo rischia la pena capitale. “Invoco lo Spirito Santo – scrive il card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga, in un messaggio inviato all’agenzia internazionale Fides – perché ricolmi il suo cuore di pace, di forza e di fede invincibile nell’amore di Dio Padre. In Cristo mi unisco a lui e a tutti quelli che per lui pregano, affinché la situazione si risolva al più presto, per il bene suo, della Chiesa e del popolo rwandese”. Anche il card. Roger Etchegaray, presidente del Comitato centrale del Grande Giubileo, ha dichiarato di seguire il dramma della Chiesa e del popolo rwandese. “Prego – ha aggiunto – che in questo Giubileo nel Rwanda si affermi la riconciliazione di tutti, senza la quale non c’è progresso nella giustizia e nella verità”. Solidarietà a mons. Misago è giunta anche da mons. Francesco Saverio Nguyen Van Thuan, presidente di Giustizia e Pace, il vescovo vietnamita che ha sperimentato 13 anni di carcere nel suo paese. “Il Rwanda – ha detto Van Thuan – ha bisogno di ricostruzione; esso non merita di essere afflitto da lotte dolorose e distruzioni drammatiche ed inutili. Auguro ai miei fratelli rwandesi un futuro di prosperità nell’unità”. Secondo le notizie raccolte da Fides si sta pregando per mons. Misago in molte altre parti del mondo, dal Niger alla Liberia, ed in molti monasteri e comunità religiose, dalle Clarisse del Guatemala alle suore francescane del Libano.