“La solidarietà non può essere una specie di generosità da aggiungere a qualcosa di sacro, la fede, la preghiera, la salvezza della propria anima. Essa stessa è fede e senza di essa non può esserci fede”: è il pensiero di don Vinicio Albanesi, presidente del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca), che ha presentato oggi a Roma una pubblicazione sulla “spiritualità della strada” e sulle domande che il Giubileo pone a quanti si occupano di marginalità sociale. Le proposte del Cnca per il Giubileo, contenute nel volume, riguardano l’indulto-amnistia in occasione dell’Anno Santo, presentata da Sergio Cusani e Sergio Segio, due “illustri” condannati a lunghe pene detentive; il ripensamento della “giustizia” nei confronti degli immigrati; la solidarietà con i paesi del terzo mondo carichi di debiti che invocano il loro annullamento; l’allargamento di orizzonti circa il “benessere” nella nostra società ricca e preoccupata di mantenere i propri privilegi. Nel seminario odierno sono intervenuti come relatori il teologo don Carlo Molari e il religioso p. Angelo Cupini, fondatore della “Comunità di via Gaggio” a Lecco e superiore dei clarettiani. Molari ha parlato di sete di spiritualità che si avverte negli ambienti più diversi, anche non cristiani, e del significato di “portare il peccato del mondo”, che in qualche modo le comunità di accoglienza si assumono come offerta gratuita della solidarietà verso ogni uomo che soffre. Cupini ha detto che la “compagnia dei perdenti” è una dimensione spirituale per “sfidare le regole della grande normalità”.” “” “