A “dir poco costernati”. Con queste parole, padre Bruno Mioli, direttore dell’ufficio della pastorale per gli immigrati e i profughi della Migrantes, commenta la tragedia che ha scosso questa mattina la Gran Bretagna dove al porto di Dover sono stati ritrovati in un camion frigorifero i corpi senza vita di 58 immigrati. Padre Mioli esprime la costernazione degli italiani, “in particolare perché – spiega – sulle nostre coste si ripetono alla spicciolata queste tragedie fino a farle diventare un olocausto”. Per padre Mioli, “è necessario fare un supplemento di riflessione che va oltre il riaffermato proposito espresso dal ministro britannico di sconfiggere la piaga del traffico di clandestini. E’ infatti doveroso domandarsi quale istinto spinga intere masse di fuggitivi a tentare un’avventura così disperata e quale impegno esplichi la nostra civilissima Europa per rimuovere, da una parte, le cause di questi insensati esodi e, dall’altra, per adottare criteri più liberali di accoglienza per chi avanza richiesta di asilo o di protezione umanitaria e, più ampiamente, per rendere meno impermeabili le nostre frontiere. Altrimenti ben scarsi risultati potrà avere la determinazione di contrastare con più rigore l’immigrazione clandestina e il turpe traffico dei traghettatori”. Padre Mioli fa infine notare che “la costa salentina dista meno d’un centinaio di chilometri da quella dell’altra sponda dell’Adriatico” mentre il porto di Dover dista più di un migliaio di chilometri dai punti di partenza di questa “disperata avventura”.” “” ” ” “