KATHOLIKENTAG: RIEMERGE LO “SCONTRO AUSCHWITZ”

La “purificazione della memoria” costituisce il secondo dei filoni lungo i quali svolge il 94° Katholikentag in corso ad Amburgo. Un accento particolare viene dal luogo scelto per sottolineare la necessità di quella purificazione: il campo di contramento di Neuengamme a una trentina di chilometri dalla città, meta di incontri con gli ex prigionieri, di visite guidate, di dibattiti sul passato della Germania. Lì morirono 55mila dei 106mila che vi passarono dal 1938 al 1945; e di questi gli italiani sono stati all’incirca seimila. A parte una lapide, fra le ventidue che ricordano le vittime di altrettante nazionalità, le loro spoglie giacciono in un ordinato e non lontano cimitero, nel villaggio di Öyendorf.” “Al centro di un’area verde, il memoriale conserva la documentazione e gli archivi dei Lager a poca distanza di una altissima stele di granito grigio sulla quale campeggia la scritta “Il vostro dolore, la vostra lotta e la vostra morte non possono essere perdonati”. Un concetto, quello del “non perdono”, che i cattolici vogliono superare, ma non a scapito dell’oblio, perché deve esserci un “futuro per il ricordo”. Così accanto ai confronti a Neuengamme si sono tenute letture bibliche (con la partecipazione anche di alcuni israeliti) e meditazioni sulla Croce. E si è accettata la provocazione di un’intellettuale ebrea, Gisela Weise, che ha chiesto: “Che cosa c’entriamo noi con il vostro nazismo?”.” “Riemerge continuamente, in Germania, lo “scontro Auschwitz”, la tentazione cioè dell’oblio dei molti contro la tenacia del ricordo da parte di pochi. E fra questi la Chiesa cattolica insieme con quella protestante, ha incluso nel suo patrimonio morale la custodia del peccato comune affinché, appunto, il perdono diventi possibile. Come punto di partenza, fra l’altro, di quella solidarietà che possa unire gli uomini e far accogliere lo straniero non come “il diverso”, ma come “l’altro”.” “” “” “” “