CONGRESSO EUCARISTICO: JEAN VANIER, “DIO NELLE BIDONVILLES, NELLE CARCERI, NEGLI OSPEDALI…”

“Il mistero eucaristico ci chiama ad essere amici di Cristo per rivelare il suo volto ai poveri e ai sofferenti e scoprire, a nostra volta, nei poveri il suo volto”. Sono parole di Jean Vanier, fondatore de “L’Arche”- federazione internazionale di comunità dedite all’assistenza di persone con handicap mentali, presente in 30 Paesi del mondo – pronunciate questa mattina a Roma nella basilica di San Giovanni in Laterano dopo la prima catechesi pubblica sul tema “L’Eucarestia, presenza di Cristo in mezzo agli uomini” tenuta dall’arcivescovo di Chicago, card. Francis Eugene George. “Perché non sappiamo comprendere che Gesù ci ama pur nei nostri handicap visibili e invisibili, nella povertà delle nostre tenebre?” si è chiesto Vanier: di fronte a noi, ha proseguito, “c’è il mistero di un Dio nascosto nel tabernacolo” che “vuole essere mangiato per dimorare in noi … un Dio vulnerabile”, e del resto “l’amore è dimorare l’uno nell’altro ed è vulnerabilità”. E’ qui, secondo il fondatore de “L’Arche” il mistero dell’eucarestia: “Un Dio così piccolo e al tempo stesso onnipotente” che trasforma i nostri occhi “per farci vedere l’altro, il povero, il nemico, come lui li vede”. Attraverso l’eucarestia si diventa amici di Cristo, ha spiegato, e “questo significa potergli chiedere qualsiasi cosa” ma anche “essere disposti a farsi chiedere da lui qualsiasi cosa”. E allora bidonvilles, carceri, centri psichiatrici, campi di rifugiati e profughi diventano “luoghi della presenza di Dio, un Dio “che piange e che asciuga lacrime”. Nell’eucarestia, ha concluso Vanier, Cristo ci chiede di saper leggere la domanda d’amore sul volto del povero e “di restare, oggi più che mai, in piedi accanto alla Croce”.