CONGRESSO EUCARISTICO: CARD. SHÖNBORN, “NO” ALLE “CONFESSIONI PUBBLICHE” IN TV

Anche se “oggi in televisione una sorta di confessione pubblica diventa sempre più alla moda”, visto che “le preoccupazioni più intime, i conflitti, le ferite vengono manifestati in talk show”, non è “per nulla chiaro se da questo esibizionismo sorga una qualche forma di guarigione”. Lo ha detto il card. Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, nella catechesi da lui tenuta oggi, a Roma, nell’ambito del Congresso eucaristico internazionale. Soffermandosi sul rapporto tra Eucarestia e remissione dei peccati, il cardinale ha fatto notare che “nello spazio nascosto e protetto del sacramento della Riconciliazione la confessione può essere il passo decisivo vero la guarigione. Perché questo sacramento non vuole solamente mettere a nudo errori e peccati, ma vuole guarire e trasformare”. “Tanto più conosciamo l’amore di Cristo, che supera tutto ciò che possiamo immaginarci, quanto più doloroso diventa il riconoscimento dei nostri peccati”: si può sintetizzare così, per l’arcivescovo di Vienna, l’esperienza della vita cristiana, in cui centrali diventano proprio il mistero dell’Eucarestia e il sacramento della penitenza. Per Schönborn, infatti, “entrambi i doni pasquali di Gesù, l’Eucaristia e il perdono dei peccati, si appartengono inseparabilmente, anche se sono chiaramente distinguibili. Attraverso la parola del perdono dei peccati, che il sacerdote pronuncia con l’autorità di Gesù, accade al peccatore la trasformazione, il rinnovamento; diventiamo veramente membri vivi della Chiesa, del Corpo di Cristo. Ora possiamo andare nuovamente alla mensa del Signore”. Oggi, invece, ha concluso il cardinale, “abbiamo forse troppo perso di vista che la comunione esige una preparazione. Se trascuriamo troppo la confessione corriamo il rischio di abituarci ai nostri errori e peccati, e di non percepirli più, cosicché il nostro cuore indurisce e l’amore si raffredda”. ” “” “