SANTA SEDE: IL BILANCIO ’99 CHIUDE IN ATTIVO

“Nel 1999, per il settimo anno consecutivo, la Santa Sede ha chiuso il bilancio consuntivo consolidato con un avanzo”: in esso figurano entrate per 358 miliardi e 225 milioni di lire e spese per 348 miliardi e 500 milioni di lire, con un avanzo di 9 miliardi e 725 milioni di lire. E’ il bilancio illustrato oggi alla stampa da mons. Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede, l’organo di vigilanza di sette Amministrazioni della Santa Sede fra cui l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa) la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, la Camera Apostolica e tutto il settore delle aziende “mediatiche”, come La Radio Vaticana e la Tipografia Vaticana. A segnare positivamente il conto economico della Santa Sede per il 1999 è stata da un lato “la favorevole situazione valutaria, specialmente per effetto dell’apprezzamento del dollaro americano”, e dall’altra l’aumento dell’aiuto che, in base al canone 1271, le Diocesi di tutto il mondo offrono alla Sede Apostolica. Un contributo che è cresciuto dai 10 miliardi e 398 milioni del 1992 a 41 miliardi e 244 milioni del 1999. Fra le prime dieci nazioni più generose, gli Stati Uniti (7 milioni di dollari), Germania, Italia, Austria, Canada, Corea del Sud, Spagna, Francia, Australia e Irlanda. Due settori presentano invece un deficit: quello delle attività istituzionali (44 miliardi e 962 milioni), su cui pesa la spesa del personale dell’intera Curia aumentata da 98 miliardi del ’98 a 99,2 miliardi del 1999; e quello dell’Attività delle quattro istituzioni collegate con la Santa Sede, l’Osservatore Romano, la Tipografia, la Radio Vaticana e Centro televisivo, in disavanzo di 39 miliardi e 276 milioni. Un deficit “già messo in preventivo” in vista delle spese per l’anno giubilare. (segue)