E’ in aumento nel mondo la produzione e il commercio illegale delle droghe sintetiche, dell’eroina che si fuma e degli antidepressivi; per insegnare a produrre e a vendere le “nuove droghe” oggi si usa anche Internet, attraverso dei messaggi in codice difficili da decriptare. E’ l’allarme lanciato oggi a Roma, in occasione della “Giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di sostanze stupefacenti”, da Staffan De Mistura, direttore dell’ufficio Onu per l’Italia, che ha presentato anche il Rapporto del Consiglio internazionale per il controllo delle sostanze stupefacenti. Riguardo all’uso della rete, il Rapporto sollecita i governi a “lavorare a stretto contatto con l’industria di Internet, i gruppi della comunità, le famiglie e gli educatori, per assicurarsi che tali tecnologie non siano utilizzate per fini distorti”. I siti Internet con le guide “fai-da-te” on line hanno origine soprattutto in Canada e negli Stati Uniti, mentre cambia nel mondo la geografia della produzione e del consumo di droghe: aumenta ovunque l’abuso di benzodiazepine ed eccitanti come l’anfetamina, mentre l’abuso di eroina si è trasformato, soprattutto in Europa, dall’assunzione per via endovenosa agli spinelli: “Una diminuzione del prezzo, e l’errata concezione che fumare l’eroina non comporti grandi rischi – si legge nel Rapporto – possono aver contribuito a questo ‘revival'”. In alcuni Paesi europei sono state perfino istituite le cosiddette “shooting galleries”, dove i tossicodipendenti possono far uso di droghe sotto supervisione e in buone condizioni igieniche. Il Rapporto esorta però queste nazioni a tener conto dei rischi connessi. “La guerra contro la droga – ha detto De Mistura – è sentita come una guerra a volte persa. Quando pensiamo di aver vinto la battaglia contro i produttori escono fuori nuove droghe, con nuove forme di mafia che nulla hanno a che fare con il mercato di eroina e cocaina”. Don Egidio Smacchi, presidente della Fict (Federazione italiana comunità terapeutiche), ha colto l’occasione per rilanciare l’attenzione sul fenomeno, e sui rischi di considerare le “pasticche” alla stregua di vitamine o aspirine. E ha rilanciato la disponibilità, sul territorio italiano, dei 50 centri della Fict per l’informazione sulle “nuove droghe”.