IL TERZO SEGRETO DI FATIMA (3)

E’ un “Messaggio di grande ottimismo che ci dice: abbiate coraggio!” quello che emerge dal segreto di Fatima, dove non c’è “abuso dell’angoscia dell’uomo”, come hanno lasciato supporre le speculazioni compiute in questi anni, ma al contrario una lettura realista delle sofferenze e dei martiri che hanno segnato il Novecento e la dimostrazione che il male non è un fatto “inevitabile”, che “l’amore è più forte dell’odio”. Nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa Vaticana, gremita di giornalisti provenienti da tutto il mondo in occasione della presentazione del documento “Il Massaggio di Fatima, il Prefetto per la Congregazione della Dottrina della Fede, card. Joseph Ratzinger, delude le attese di chi si aspettava rivelazioni apocalittiche. Nel cosiddetto terzo segreto di Fatima, spiega, “vediamo raffigurata in un’istantanea e con un linguaggio simbolico di difficile decifrazione la Chiesa dei martiri ormai trascorso”. “L’atteggiamento di prudenza” che ha guidato tre pontefici nella decisione di rimandare la sua pubblicazione, osserva il cardinale, “è stato giusto”, perché se da un lato si è dovuto pagare il conto delle speculazioni, dall’altro, “era bene aspettare la fine del secolo per avere una visione più globale”, per capire l’imperativo che promana da questa visione. Del resto, prosegue il card. Ratzinger, incalzato dalla curiosità dei giornalisti, “fino al 1960 c’era stato sul testo un embargo della stessa veggente”. E il momento della beatificazione di Francesco e Giacinta, è stato certamente il più opportuno per pubblicarlo. Dunque la visione di Fatima può considerarsi oggi ormai compiuta? “Credo di sì – risponde il cardinale -. Ma il martirio è presente in tutti i secoli, anche nel futuro”. All’odio occorrerà rispondere, così come ci suggerisce la visione di Fatima, “con la penitenza e la conversione”.