VOTO DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO: ANCORA UN AFFOSSAMENTO?

Se lo chiede il presidente della Consulta Nazionale Emigrazione, Tonino Inchingoli, mentre si avvicina la data del 29 giugno in cui alla Camera dei deputati italiana è stata calendarizzata la discussione della proposta di legge di riforma costituzionale, per aprire la via al voto degli italiani all’estero. “Già due anni fa – dice Inchingoli – il 29 luglio 1998 una proposta di legge di capitale importanza, che istituiva la circoscrizione ‘estera’ è stata bocciata per un pugno di voti. Complice, naturalmente, il bel sole estivo”. Questa volta, secondo il presidente del Cne, la scelta della data è altrettanto discutibile e rischiosa. Il 29 giugno è infatti la festa dei santi Pietro e Paolo e a Roma è giorno festivo. “Sarà il momento più indicato – si chiede – per impegnare i deputati ad esaminare tale proposta di legge? Si riuscirà a trattenere in città, nell’opportunità di un ‘lungo ponte’, un numero sufficiente di ‘rappresentanti del popolo’ per far passare definitivamente questa modifica costituzionale?” Inchingoli aggiunge: “Non vogliamo credere neanche per un istante che la scelta di tale data sia stata fatta appositamente per affossare un provvedimento atteso da decenni”. La Consulta rivolge un appello a tutti i gruppi politici perché si arrivi all’approvazione della legge di riforma costituzionale, “dando il risultato positivo tanto atteso dai nostri connazionali all’estero”. Per seguire da vicino gli eventi parlamentari, il consiglio di presidenza della Cne ha deciso di convocarsi in seduta straordinaria presso un hotel in piazza Montecitorio, a Roma, per richiamare l’attenzione di parlamentari ed opinione pubblica su questa vicenda che si trascina ormai da molti anni.