“Mai l’umanità ha avuto tanta capacità di comunicazione, e mai l’uomo ha sperimentato tanta incomunicabilità”. Lo ha detto il vescovo di Anagni-Alatri e presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi, mons. Francesco Lambiasi, durante la prima giornata della 50ª Settimana nazionale di aggiornamento pastorale che si è aperta ieri pomeriggio ad Anagni (fino al 29 giugno), promossa dal Cop (Centro di orientamento pastorale), sul tema “Comunicare la fede. La missione per il nuovo millennio”. La Settimana, che prevede anche dei gruppi di studio sui diversi aspetti della comunicazione, si propone di riflettere sul tema dell’annuncio della fede nella prospettiva di una pastorale “missionaria” consapevole dei profondi mutamenti culturali della società. “La comunicazione sta cambiando la società”, ha spiegato mons. Lambiasi, ed essa assume rilevanza anche “nel modo di concepire la realtà”. “Anche la catechesi” è “processo e atto comunicativo” ed in quanto tale “deve centrare bene l’oggetto della comunicazione” ma anche “intercettare in profondità i destinatari” del messaggio. La scelta di proporre per il prossimo decennio “la comunicazione della fede come la missione della Chiesa in Italia – ha osservato – potrà concretizzarsi soltanto se “si farà finalmente un passo avanti nella catechesi degli adulti” affrontando il problema dei “praticanti non credenti” che, una volta “rievangelizzati”, sappiano essere “testimoni-missionari”. La bellezza della rivelazione: questo il contenuto della comunicazione che “possiede qualcosa dell’attività creatrice di Dio e apre un “largo spazio agli artisti” per esprimerla poeticamente. (segue)