GIUBILEO: L’IMPEGNO DELLA SAN VINCENZO PER “GLOBALIZZARE LA CARITÀ”

Un rilancio della presenza nel mondo delle carceri, l’adesione dell’associazione alla campagna promossa dal Comitato della Cei per la raccolta dei fondi destinati alla riduzione del debito dei paesi poveri, l’impegno ad “affrontare le povertà vecchie e nuove”. Sono alcune delle iniziative messe in cantiere in quest’anno giubilare dalla Società di San Vincenzo De Paoli, uno di quattro rami principali della famiglia vincenziana, l’organizzazione cattolica laica, fondata nel 1833 a Parigi da Federico Ozanam, beatificato da Giovanni Paolo II il 22 agosto del 1997. Le ha illustrate ieri sera il presidente dell’associazione, Marco Bersani. “Il Giubileo – ha detto – è il momento più opportuno per rilanciare e far conoscere le molteplici iniziative sociali e assistenziali dell’associazione, nella convinzione che, come ha detto Giovanni Paolo II, la carità deve essere ‘globalizzata’”. Bersani ha spiegato che l’impegno più immediato è quello per le carceri dove “la situazione è così esplosiva che è urgente fare subito qualcosa, soprattutto per rendere le prigioni più vivibili e farle diventare luogo di rieducazione”. La Società di San Vincenzo vanta una serie di microprogetti per favorire il reinserimento di coloro che escono dal carcere. La San Vincenzo è diffusa in 130 Paesi del mondo e comprende circa 800 mila membri, riuniti in 46mila gruppi. In Italia gli aderenti sono circa 20mila, coordinati in 1921 “Conferenze” che operano presso le parrocchie o in altri ambienti a servizio di poveri ed emarginati”.