GIUBILEO NELLE CARCERI: IL PAPA CHIEDE UN “SEGNO DI CLEMENZA”

“Mi rivolgo con fiducia ai responsabili di Stati per invocare un segno di clemenza a vantaggio di tutti i detenuti: una riduzione, pur modesta, della pena costituirebbe per i detenuti un chiaro segno di sensibilità verso la loro condizione, che non mancherebbe di suscitare echi favorevoli nei loro animi, incoraggiandoli nell’impegno del pentimento per il male fatto e sollecitandone il personale ravvedimento”. Giovanni Paolo II conclude con questo appello il Messaggio dedicato al Giubileo delle carceri, che si svolgerà domenica 9 luglio. Un messaggio di undici pagine, diffuso questa mattina. Il Papa sottolinea come il Giubileo sia “occasione da non perdere” non solo per “predisporre misure di riparazione delle situazioni di ingiustizia”, ma anche “per adoperarsi per creare occasioni nuove di riscatto per ogni situazione personale e sociale, anche se apparentemente pregiudicata”, come quella di chi è detenuto. “L’esperienza giubilare, – spiega il Papa – vissuta tra le sbarre può condurre ad insperati orizzonti umani e spirituali”. Il Giubileo, prosegue il Santo Padre, è occasione per riflettere “offerta ai detenuti circa la loro condizione”, ma anche alla “società civile, che si confronta quotidianamente con la delinquenza, alle “autorità preposte a conservare l’ordine pubblico” e ai “giuristi”. E’ momento opportuno per ripensare il senso della “punizione detentiva”, che pur essendo “antica quanto la storia dell’uomo”, riesce “solo in parte a far fronte al fenomeno della delinquenza”. Anche nei paesi in cui “la legislazione è soddisfacente, molte sofferenze derivano ai detenuti da altri fattori concreti”, che trasformano il “carcere in luogo di violenza”, vanificando così “ogni intento educativo delle misure preventive”.