“Ci preoccupa molto il passaggio dai giochi di abilità ai giochi di fortuna: si sta infatti formando tra la gente, soprattutto tra i giovani, la mentalità che il successo e la realizzazione personale arrivino per caso. E’ come se le capacità personali non contassero più, nemmeno per trovare lavoro”. Queste, secondo mons. Alberto D’Urso, segretario della Fondazione antiusura San Nicola e Santi Medici di Bari, sono alcuni dei risvolti umani e psicologici del gioco d’azzardo e del relativo giro d’usura ad esso collegato. Se ne parlerà il 7 giugno a Bari (Centro culturale Marin, p.tta dei Frati Cappuccini, ore 9.30) nella tavola rotonda, organizzata dalla Fondazione, sul tema “Scenari del gioco d’azzardo”. Nel corso dell’incontro verrà presentata la versione aggiornata della ricerca del sociologo Maurizio Fiasco presentata a Roma il 29 marzo scorso, a conferma “che il debito di gioco è tra le principali motivazioni che spingono alla richiesta di prestiti illegali – spiega mons. D’Urso – e che l’aumento delle spese legali complessive per giochi d’azzardo e lotterie, passate dai 12.000 miliardi di lire del ’95 agli oltre 35.000 del ’99, non fanno diminuire quelle illegali, che, aumentando di pari passo, incrementano il ricorso all’usura”. Mons. D’Urso ricorda anche le conseguenze sul piano educativo e sociale del gioco d’azzardo: “I ragazzi vengono educati alla cultura del consumismo e dello spreco”, spiega, “e moltissimi sono gli anziani che frequentano i casinò per vincere la solitudine. Ma non tutti sono capaci di autocontrollo – precisa -. Se all’inizio si comincia con giocate minime, dopo un po’ di tempo, accumulata una serie di frustrazioni perché la grande vincita non arriva, tutto ciò si trasforma in una sindrome simile alla tossicodipendenza e all’alcolismo, con effetti devastanti sulla vita sociale”. Di questi aspetti parlerà al convegno lo psichiatra Riccardo Zerbetto. Interverranno, tra gli altri, giudici del Tribunale di Bari e del Tribunale dei minorenni, e mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto.