NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo il testo integrale Sir di questa settimana

Si può dire riuscito il disegno del presidente della Repubblica di ridare smalto alla festa del 2 giugno, anche attraverso una parata militare presentata in modo inedito al servizio della pace. Ciampi con gesto significativo, oltre i vessilli ed i reparti, sulla via dei Fori Imperiali, aveva voluto anche i nuovi presidenti delle Regioni, e i leader politici, quasi a simboleggiare la necessità ormai stringente di presentare, dopo le contraddittorie convulsioni di una transizione troppo lunga e intricata, un riferimento istituzionale condiviso. Tanto più che proprio alla vigilia del 2 giugno era venuto puntuale e severo il monito del governatore della Banca d’Italia: il Paese non sembra tenere il passo della concorrenza, non solo quella degli Stati Uniti, ma anche dei principali partner europei. Certo ci sono molte energie, ma il quadro resta complesso, anche perché resta difficile intravedere un chiaro disegno programmatico di rinnovamento e di rilancio.” “Come le considerazioni finali del governatore non hanno autorizzato alcuna lettura politica, così la ritrovata festa della Repubblica indica la via del rafforzamento delle istituzioni proprio per permettere alla politica di ritrovare il proprio ruolo. Senza istituzioni costituzionali ed amministrative rispettate e legittimate, efficienti e riconosciute, la lotta politica rischia di degradarsi a schiamazzo. E il sistema paese nel suo complesso ne paga costi pesanti.” “Come una sana competizione economica ha bisogno di regole precise e di infrastrutture pubbliche efficienti, così una sana competizione politica ha bisogno di un quadro di regole costituzionali certe e di apparati amministrativi efficaci.” “Certo non basta una festa o non bastano i moniti delle “autorità indipendenti”. A qualcuno è richiesto un passo indietro: ad alcuni politici, ad un sistema della comunicazione politica che spesso rafforza la tentazione dello schiamazzo e della rissa. Ad altri è richiesto un passo avanti, in particolare a istituzioni della società civile, alle forze economiche e sociali, che dovrebbero giocare con maggiore convinzione il gioco della responsabilità e della cultura civica.” “Il Paese non crescerà se non insieme, si leggeva in un documento dell’episcopato di quasi vent’anni fa. Dopo il rampantismo e la grande frantumazione ritorna questa pacata certezza. Che tuttavia si edifica solo su precise scelte di valore, a partire dai fondamentali, la persona e la famiglia. La democrazia non può permettersi alcuna deriva di relativismo morale assoluto.” “” “” “