NON PROFIT: LAVORATORI PIÙ SODDISFATTI E MAGGIORE QUALITÀ DEL LAVORO

“Un settore dei servizi sociali articolato e complessivamente dinamico, attento all’evoluzione e alla soddisfazione della domanda e alla qualità dei servizi erogati”. E’ quanto emerge dalla ricerca “Capitale umano e qualità dei servizi sociali” che verrà presentata domani a Roma e realizzata con il contributo della Fondazione italiana per il Volontariato (Fivol). “A rendere il settore dinamico – si legge nella ricerca, condotta nel 1999, che ha visto coinvolte 200 organizzazioni, con 2066 soggetti lavoratori, 266 dirigenti e 724 volontari – contribuiscono forme organizzative come le nonprofit laiche, le cooperative sociali e le for-profit”. La decisione di lavorare nel settore dei servizi sociali “dipende dall’interesse per il settore e per il lavoro e la coerenza con la formazione e dalla necessità di conciliare il lavoro con altri impegni familiari o personali”. Gran parte dei lavoratori “è soddisfatta dell’esperienza e intende prolungarla, almeno per qualche anno”. Il vantaggio delle organizzazioni nonprofit rispetto a quelle pubbliche – afferma la ricerca – sta “nell’avere costruito un insieme bilanciato di ricompense monetarie e non monetarie, in grado di compensare una retribuzione inferiore, con gratificazioni extra-economiche consistenti nella partecipazione alla gestione, nella trasparenza e nell’evidenza del beneficio sociale prodotto”. Dalla ricerca emerge un’idea di volontariato come “fatto positivo, utile per le organizzazioni in termini di sostegno all’innovazione e come fattore motivante per i lavoratori remunerati, oltre che per garantire il collegamento con gli utenti e la comunità locale”. E’ generalizzato – infine – “il consenso sul fatto che il volontario produce un contributo di valore aggiunto e non sostitutivo di altri profili professionali”.