COLOMBIA: 86.000 “MADRI COMUNITARIE” PER ASSISTERE I BAMBINI PROFUGHI

Sono circa 86.000 le “madri comunitarie” che hanno aderito ad un programma governativo per i piccoli profughi in Colombia, per dare assistenza a 200.000 bambini vittime della violenza nelle campagne. Il conflitto armato tra governo, guerriglie di sinistra, gruppi paramilitari di destra e cartelli del narcotraffico dura infatti in Colombia da 35 anni: solo l’anno scorso, sono stati 308.000 i profughi, aggiungendosi al milione di sfollati tra il 1994 e il 1997. I più colpiti sono i contadini poveri, costretti ad abbandonare le loro terre per lasciare il posto a coltivazioni illegali per il narcotraffico o perché accusati di collaborare con la guerriglia. Dell’esperienza della “madri comunitarie” riferisce il periodico Sinal, in un numero speciale sulla situazione della donna in America Latina. Ogni “madre” si dedica quotidianamente a 15 bambini nella propria casa-asilo, permettendo ai genitori di lavorare o di cercarsi un lavoro. Oltre ad offrire un luogo sicuro ai bambini, evitando che si aggiungano ai 5.000 minori dediti alla prostituzione, le “madri comunitarie” svolgono anche un ruolo educativo. Per poter aderire al programma – appoggiato dall’Istituto colombiano per il benessere famigliare (Icbf) e da agenzie internazionali come “Save the children found” – le donne devono infatti partecipare a un corso di tre settimane per apprendere tecniche fondamentali di alfabetizzazione e ad usare forme espressive come mezzi di riabilitazione. Le “madri” ricevono anche nozioni sanitarie, di igiene, pronto soccorso e alimentazione. Grazie alla loro capacità organizzativa, dopo il terremoto del gennaio 1999, le “madri comunitarie” della regione di Pereira avevano assicurato i pasti a 25.000 persone, anche quando scarseggiavano le forniture. Per il loro lavoro con gli sfollati nelle zone smilitarizzate, i gruppi paramilitari hanno accusato queste donne di essere collaboratrici della guerriglia, macchiandosi di gravi atti intimidatori contro vari asili per bambini. ” “” “