SERVIZIO CIVILE FEMMINILE: LE PROPOSTE DELLA CARITAS DI MILANO

“Chiediamo alle ragazze che vogliono svolgere un anno di servizio agli esclusi di mettersi a disposizione dei nostri enti. E chiediamo alla regione Lombardia una normativa che anticipi la legge nazionale sul servizio civile aperto anche alle donne”. E’ questo l’invito lanciato oggi dalla Caritas Ambrosiana al convegno “Per un servizio civile al femminile: dall’anno di volontariato sociale al servizio civile?” organizzato dalla stessa Caritas con la Pastorale giovanile della diocesi di Milano e l’adesione di Colomba, Consulta lombarda degli enti di servizio civile (ne fanno parte tra gli altri, la delegazione lombarda della Caritas, Acli, Anffas, Compagnia delle Opere, Fondazione don Gnocchi, Ispettoria Salesiana lombardo emiliana, Confcooperative-Federsolidarietà Lombardia). ” “Per il futuro del servizio civile e dell’obiezione di coscienza, i prossimi mesi saranno cruciali. Al disegno di legge sulla sospensione della leva obbligatoria fanno infatti da contraltare proposte per regolamentare il servizio civile, obbligatorio o volontario, aperto a uomini e donne. Lo scorso autunno è stata inoltre approvata la legge che apre le forze armate alle donne. “Occorre – ha detto in proposito don Antonio Cecconi, vicedirettore della Caritas Italiana, intervenuto all’incontro – una simmetria legislativa. Se le donne possono entrare nelle forze armate, devono allora anche avere la possibilità di svolgere un servizio civile analogo a quello degli uomini”. Dallo scorso anno il dipartimento affari sociali ha lanciato una sperimentazione con alcuni enti locali (tra cui le Regioni Toscana ed Emilia Romagna e i Comuni di Bologna, Torino, Genova e Napoli) per proporre alle ragazze un periodo di volontariato nel servizio alla persona e in attività culturali, analogo al servizio civile per gli uomini. Le partecipanti hanno svolto stages di alcuni mesi in Gran Bretagna, Francia e Spagna all’interno dei progetti di volontariato europeo. ” “