“Quali sentimenti ci ribollono in animo in questa circostanza di morte e di gloria? Sgomento. Ribellione. Voglia di urlare o di tacere. Orrore di fronte all’enigma della morte. Tutto passato. Un fatto increscioso da consegnare alla cronaca o alla storia. Non rimarrebbe più che un ricordo. E invece. Suor Maria Laura, tu ci consoli come una carezza e ci assicuri che vivi presso il Tuo e nostro Signore”. Sono parole del vescovo di Como, mons. Alessandro Maggiolini, pronunciate stamattina nell’omelia al funerale di Suor Laura Mainetti, assassinata nei giorni scorsi in Valchiavenna. ” “”Vogliamo giustizia – ha continuato mons. Maggiolini, instaurando quasi un dialogo con la suora -, quale giustizia? Sarebbe forse legittimo invocare maggiore protezione per chi cammina inerme nelle nostre strade e non ha che l’innocenza da far valere come difesa. Senz’altro è giusto e sacrosanto ribellarci alla cultura del vuoto di convinzioni trascendenti e di valori morali, dove la vita non conta più nulla e la cattiveria e la violenza sembrano prevalere sulla Bontà e sulla Verità”. “Suor Maria Laura, perché ti sei esposta al rischio e al pericolo, quando era saggio e prudente startene rintanata nella tua scuola?” si è domandato il vescovo. Ma “questi sono ragionamenti da utilitaristi. Una cosa è la giustizia e altra cosa è l’amore. Una cosa è la misura, altro la donazione nella carità. L’attenzione ai poveri non è un mestiere, ma un’affezione. Non ci sarà legge, né contratto, né stipendio, né mansionario che obbligheranno a un appuntamento nella notte dove si pensa ci sia bisogno di una persona che vuol bene. Chiediamo la giustizia che ci permetta di guardare negli occhi chi ti ha massacrata, per poter, magari a fatica, usare misericordia come volevi tu”. ” “Ricordando, infine, la figura di don Renzo Beretta, ucciso più di un anno fa, il vescovo ha concluso: “Suor Maria Laura. supplica il Signore perché la Chiesa di Como possa vivere nella pace e nella gioia di Dio per testimoniare la Buona Notizia di Cristo morto e risorto”. ” “” “