“Irritualità amministrativa” nella concessione ad una azienda privata, da parte del Commissario di governo, della facoltà di individuare “con ampio margine di scelta, la localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti”: è questo il punto centrale che tre vescovi campani (mons. Giovanni Rinaldi, della diocesi di Acerra; mons. Mario Milano, diocesi di Aversa; mons. Beniamino Depalma, diocesi di Nola) mettono in evidenza in un appello diffuso in questi giorni sulla questione ambientale nel loro territorio. L’allarme lanciato dai vescovi si riferisce al piano regionale per la realizzazione di cinque impianti per lo smaltimento dei rifiuti, da realizzarsi nel comprensorio acerrano-nolano-aversano. La popolazione, dicono i tre vescovi, ha manifestato un notevole disagio circa questi impianti, sia per motivi di impatto ambientale, sia per “la scarsa garanzia di inquinamento e per l’assoluta mancanza di rispetto delle precipue vocazioni territoriali”. Ciò che più preoccupa è però il fatto che l’azienda concessionaria abbia la più ampia libertà di individuare la localizzazione degli impianti. “Si intravede in tale scelta – scrivono i tre vescovi – la supremazia del potere economico, fondato sul profitto, sul potere politico che è fondato sulla ricerca del bene comune”. Inoltre, tale “irritualità” significa, di fatto, aggiungono i presuli, “l’esautoramento degli enti locali più vicini ai cittadini, Provincia e Comuni”. L’appello conclusivo è che, in questo come in altri casi analoghi, sia attuata “la piena partecipazione dei cittadini per il tramite delle istituzioni democratiche, evitando decisioni calate dall’alto perché dettate dall’emergenza, uniti dal comune obiettivo di tutela dell’ambiente e di salvaguardia del creato”.