IMMIGRAZIONE: BOLAFFI “PIÙ CONTROLLI, PIÙ INTEGRAZIONE”

“Le politiche di controllo dei confini di uno Stato e quelle di integrazione non sono separate né tantomeno in antitesi. Solo un Paese che riesce a controllare i suoi confini è capace di attuare una seria politica di integrazione”. Lo ha detto questa mattina Guido Bolaffi, capo di gabinetto del ministero per la solidarietà sociale, alla presentazione del convegno internazionale “Migrazioni. Scenari per il XXI secolo”, promosso dall’Agenzia romana per il Giubileo. Il convegno si terrà da domani fino al 14 luglio a Roma.” “”Dopo diversi anni, l’Italia ha cominciato ad uscire dalla logica dell’emergenza nel trattare il tema dell’immigrazione”, ha detto ancora Bolaffi che non ha nascosto le difficoltà di rimpatrio dei clandestini, “problema comune a tutti i Paesi, non ultimi gli Stati Uniti d’America”, e che richiede “maggiore collaborazione tra Stati”. Tuttavia, ha ricordato, “l’Italia è l’unico Paese europeo a consentire ai figli degli immigrati clandestini di andare a scuola. Un vero e proprio investimento per il nostro Paese”. Riguardo agli ingressi dei 63 mila immigrati previsti per il 2000, Bolaffi ha spiegato che “la situazione è quasi paradossale”. Alcune regioni, infatti “hanno già esaurito la loro quota di immigrati e premono per averne degli altri, come nel Nordest, dove gli industriali chiedono manodopera, mentre in altre regioni risultano quote inevase, sia per le lentezze burocratiche che per scarse possibilità di occupazione”.” “Al convegno, che si svolgerà a Roma, alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, è prevista la partecipazione, tra gli altri, di Amartya Sen, premio Nobel per l’economia nel 1998.” “