GUERRA E PACE: IL CARD MARTINI PROPONE LA “FAMIGLIA DELLE NAZIONI”

“Disarmare gli animi armando la ragione per un volto più umano e pacifico del secolo che viene”. Così il cardinale Carlo Maria Martini ha concluso il suo intervento al convegno “Guerra a pace nel XXI secolo” che, promosso dal Forum di relazioni internazionali e dall’Ordinariato militare d’Italia, si è svolto questa mattina a Roma. “Purtroppo si verificano numerosi casi in cui sembrano inevitabili interventi militari per difendere i diritti umani di alcuni popoli – ha detto – ma, nello stesso tempo, ci si interroga sulla moralità di questi interventi”. Lungo tutto il Novecento, ha ricordato l’arcivescovo di Milano, sono stati numerosi gli insegnamenti del Magistero, dei Papi e del Vaticano II volti a promuovere una cultura di pace e, in merito agli interventi armati che vanno sotto il titolo di “ingerenze umanitarie”, ha sottolineato che “i diritti umani sono anteriori a qualsiasi differenziazione e non hanno frontiere. Esiste perciò il dovere di garantire assistenza umanitaria alle popolazioni sofferenti”. Da qui discende “anche la legittimità e doverosità di una più diretta ‘ingerenza umanitaria’ collegata anche a interventi militari, nella logica del ristabilimento dell’ordine pubblico, ma ciò esige una riconsiderazione dell’attuale assetto internazionale”. A questo proposito il card. Martini ha lanciato un appello affinché “le istituzioni internazionali mettano in discussione il consueto modo di intendere la sovranità statale”. “Occorre ripensare – ha affermato – l’idea stessa di nazione, e superare il concetto della sovranità assoluta degli Stati, lasciandosi guidare dal concetto di “famiglia delle nazioni”. Sarà così possibile non arrendersi mai all’ inevitabilità della guerra”.” “” “