MISSIONE: UN LAICO IN OGNI PARROCCHIA

Presenza in ogni diocesi e in ogni centro missionario, formazione continua, stile di condivisione e dialogo, capacità di lavorare in équipe, visibilità. Sono le linee guida per un ipotetico vademecum del responsabile laico delle Pom (Pontificie opere missionarie) tracciate dalla delegata nazionale per i laici, Maria Teresa Vaccari, al termine del convegno nazionale per i delegati e gli animatori delle Opere sul tema “Servizio all’universalità e laicità della missione” che, aperto domenica 9, si è concluso questa mattina a Roma. Dopo due secoli di attività, è ancora vivo l’impegno a promuovere lo spirito missionario universale in tutto il “popolo di Dio”, che va però maggiormente sensibilizzato “alla prospettiva di una cooperazione a destinazione universale”. Di qui “la necessaria presenza del responsabile laico delle Opere in ogni parrocchia e centro missionario – ha rilevato Vaccari -, e non come figura generica, ma competente e costantemente aggiornata attraverso specifici itinerari formativi” e, al tempo stesso, “ben radicata e partecipe di tutta la vita parrocchiale”. Una presenza “magari umile e silenziosa, ma fortemente propositiva, in grado di suscitare coinvolgimento nelle Opere”. Altro importante requisito, la visibilità in diocesi, perché consente di “dare vita a collaborazioni con altre realtà pastorali e culturali del territorio”; è auspicabile pertanto la presenza del responsabile Pom “negli organismi pastorali e nelle consulte delle aggregazioni laicali”. Promuovere comunione e sinergie “in un clima di solidarietà internazionale” fra tutte le realtà che operano a sostegno delle missioni, “questo è oggi l’impegno cui siamo chiamati – ha concluso Vaccari – da svolgersi attraverso il rapporto interpersonale, ma anche tramite i mezzi di comunicazione sui quali occorre imparare ad essere presenti” con “creatività e spirito costruttivo, mettendo in pratica la ‘virtù’ della stima reciproca, secondo l’invito di San Paolo”.