SERVIZIO CIVILE: CNESC, “RISCHIA DI CHIUDERE PER MANCANZA DI FONDI”

“Sul servizio civile pende il rischio di chiudere per mancanza di fondi”. E’ uno dei dati contenuti nel secondo rapporto Cnesc (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile) sul servizio civile in Italia, presentato oggi a Roma. “Sono passati due anni dalla promulgazione della nuova legge sull’obiezione di coscienza – ha fatto rilevare la presidente della Cnesc, Cristina Nespoli – ed essa non è ancora stata in gran parte attuata, mentre sul servizio civile pende il rischio di chiedere per mancanza di fondi”. Eppure, si legge nel rapporto, gli obiettori di coscienza “sono in costante aumento: nel 1999 sono stati circa 120 mila, pari ad un giovane italiano su due, ed è anche cresciuto il numero degli enti che impiegano obiettori: nel 1999 erano disponibili 65 mila posti, nel 2000 sono 77 mila, con un amento delle amministrazioni pubbliche che si convenzionano”. Anche quest’anno, fanno notare i curatori della ricerca, come è già accaduto in passato, i 171 miliardi previsti dalla finanziaria “non saranno sufficienti a impiegare tutti i giovani che scelgono il servizio civile. Un ragazzo su due sceglie l’obiezione di coscienza, ma uno su tre rischia di restare a casa”. Di qui la necessità, ha sottolineato Nespoli, non solo di “ribadire al Parlamento e al governo la necessità di maggiori risorse che permettano l’impiego di tutti i giovani a favore dell’intera comunità”, ma anche di “ricordare come la riforma della leva, attualmente in fase di approvazione, non possa prescindere da una concomitante riforma del servizio civile nazionale”. ” “” “