“In realtà ogni cosa, ogni evento, per chi sa leggerlo in profondità, porta un messaggio che, in ultima analisi, conduce a Dio. I segni rivelativi della presenza di Dio sono dunque molteplici. Ma per non lasciarli sfuggire dobbiamo essere puri e semplici come bambini, capaci di ammirare, stupirci, meravigliarci, incantarci per i gesti divini di amore e di vicinanza nei nostri confronti”. Lo ha detto il Papa all’udienza generale di questa mattina dedicata al tema “attesa e stupore dell’uomo di fronte al mistero”. “In Cristo – ha affermato il Santo Padre – Dio si fa vicino a noi, soprattutto quando il nostro ‘volto è triste’ e allora, al calore della sua parola, come accadde ai discepoli di Emmaus, il nostro cuore comincia ad ardere nel petto. Il passaggio di Dio, però, è misterioso e richiede occhi puri per essere scoperto e orecchi disponibili all’ascolto”. Giovanni Paolo II ha esortato i fedeli a vincere la “distrazione che è purtroppo la nostra condizione quasi abituale, soprattutto in una società frenetica e superficiale com’è quella contemporanea. E’ difficile – ha proseguito il Santo Padre – potersi fissare su un valore e perseguirlo con fedeltà e coerenza. Rischiamo di far così anche con Dio che, incarnandosi, è venuto a noi per diventare la stella polare della nostra esistenza”. L’atteggiamento spirituale per “scoprire il Dio che viene verso di noi” è quello “dello stupore, della meraviglia. E’ necessario aprire gli occhi – ha detto il Papa – per ammirare Dio che si nasconde e insieme si mostra nelle cose e che ci introduce negli spazio del mistero. La cultura tecnologica, e ancor più l’eccessiva immersione nelle realtà materiali, ci impediscono spesso di cogliere il volto nascosto delle cose”. ” “” “” “