“Per affrontare in modo adeguato il fenomeno dell’immigrazione in Italia è necessaria una concertazione tra i diversi soggetti sociali, tra lo Stato e gli enti locali. Solo in questo modo si può rispondere in modo efficace alle richieste che provengono dal mondo del lavoro e ai bisogni di integrazione dei cittadini stranieri e delle loro famiglie”. E’ la proposta lanciata questa mattina da padre Bruno Mioli, direttore della Migrantes, al meeting internazionale sull’integrazione promosso a Loreto dall’associazione “Nessun luogo è lontano”. Per padre Mioli, che è intervenuto al dibattito su “L’Italia delle migrazioni nell’esperienza delle Regioni”, “serve la concertazione degli obiettivi, non la concorrenzialità delle iniziative”. “Riguardo al dibattito sui flussi migratori – ha aggiunto Mioli – sarebbe servita una presa di posizione più netta da parte della Chiesa cattolica per contribuire a inquadrare il fenomeno in un’ottica cristiana”. “La regolarizzazione degli immigrati – ha aggiunto Mioli – viene vista troppo spesso solo in chiave economica ed è direttamente collegata al livello del nostro benessere futuro”. “Ma dobbiamo stare attenti – ha ammonito il direttore di Migrantes – a non nascondere il malessere di chi arriva e di chi non riesce ad integrarsi”. Infine un riferimento al problema di normative che restano solo sulla carta. Secondo il direttore di Migrantes “la debacle sugli ingressi e i flussi verrebbe meno se i contenuti della nuova legge sull’immigrazione fossero realmente applicati”.